31 marzo 2011

chiudere i boccaporti e prepararsi a salpare.

Stamattina a colazione pane&realismo.

30 marzo 2011

Esci dal loop

4°giorno
(del resto) le circostanze non sono favorevoli. 
Eh no, pare di no.
Allora aspetto un po', aspetto che lo diventino.
E se poi è tardi?
E se non lo saranno mai cosa faccio, soffoco di rimpianti e ricordi?
(Azzurro sbiadito, camminare senza voglia, 
farsi incantare senza sosta da piccoli gesti che lasciano il nodo in gola)


Conta di più quello che si dice o quello che si fa?
Conta di più una sega mentale di un'ora e mezza 
o uno sguardo, un abbraccio, una carezza?
Di cosa mi fido?
Di quello che sento (ascolto) o di quello che sento 
(vedo, percepisco, tocco con mano)?


Conta di più l'autoconvincimento portato dalla razionalità 
o quello portato dalle sensazioni?


Che faccio? 
Sto ferma?
Mi muovo?
Aspetto?


Hopper

29 marzo 2011

Un amico mi ha detto...

...Un buon capitano è buono non perché 
sa impartire gli ordini all'equipaggio ma perché prima di partire sa far venire la nostalgia del mare...

27 marzo 2011

E' che non sono di molte parole

Stanotte sono tornata a casa 
con un cuore piccolo. 
Piccolo e duro come un pugno.

24 marzo 2011

In effetti almeno Annarella potrei sdoganarla... aspettiamo sabato sera.. prometto che mi impegno...

...perchè oggettivamente nessuno 
mi ha mai abbracciata così forte....
...nonostante tutto beninteso...

15 marzo 2011

Primavera 2018



Sono finalmente seduta di fronte al mio nuovo Mac, pare strano a dirsi ma la Apple è fallita e finalmente ne ho potuto comprare uno senza farmi derubare. La cosa più bella in realtà è la mela che si illumina sul retro, per il resto non mi pare niente di che.
Ieri sera sono tornata da Roma dove mi avevano chiamata per un convegno.
Tre anni fa (dopo tante riflessioni) ho chiesto finalmente il trasferimento da Firenze e ora lavoro a tempo pieno nella sezione bambini della biblioteca della città in cui vivo, mi occupo anche di editoria per l'infanzia e a volte mi chiamano a parlare. Non sono grandi cose ma mi dà molta soddisfazione e mi permette di confrontarmi con molte persone su panorami e suggestioni a me molto care. E poi giro un po'.
A Roma ho passato tre giorni, è una città che amo da sempre e che mi accoglie ogni volta con il sole e il familiare caos. E pensare che qualche anno fa stavo per andarci a vivere.. ma poi le cose sono andate diversamente... ne ho sofferto... e infatti torno sempre con un po' di nostalgia...
In Trastevere ho pranzato con F. e M.
M. non avrebbe mai lasciato la sua città e quindi F. cinque anni fa l'ha raggiunta, non li vedo molto spesso ma quando questo succede sembra non sia passato che un giorno dall'ultima volta. Quando M. mi ha chiesto di Maya aveva uno strano luccichio negli occhi, non mi meraviglierei di ricevere una certa telefonata che mi annuncia una certa cosa nelle prossime settimane.
Già. Maya! Ha due anni e in questo momento sta mordicchiando con gusto i cubi colorati di plastica. Non ha gli occhi azzurri e i capelli biondi ma occhi di castagna e capelli di bosco d'autunno. E' carina anche se ha un po' le orecchie a sventola, ma le ha ereditate dal mio compagno.
Ci siamo conosciuti quattro anni fa. Amico di amici. Eravamo a una festa, io mi ero trascinata dietro A. che quel week end era tornato in città. Dopo un mese mi ha telefonato per chiedermi se quel ragazzo era il mio ragazzo. Divertita gli ho risposto che era il mio migliore amico. Dopo un paio di giorni eravamo a cena fuori e quell'estate siamo andati insieme a New York. (Tipo film) Mentre facevamo colazione in Central Park ho capito che avevo davanti la persona con cui avrei passato la mia vita o comunque una parte lunga di essa. E questa volta era vero. Dopo un anno abbiamo deciso di andare a vivere insieme e, dato che non volevamo sposarci ma io non avevo nessuna intenzione di rinunciare a mettermi il famoso vestito azzurro, abbiamo fatto una festa nell'oliveto nella casa della mia famiglia. E dopo è arrivata Maya. La nostra casa è nella prima campagna vicina alla città e pensare che avrei volto vivere in un attico di acciaio e vetro.. ma non si può avere tutto. La casa non è molto grande e per fortuna non c'è spazio per un cane. Lui fa il grafico e ha aperto un'agenzia con due suoi amici, un po' cazzoni ma nel loro campo sono bravi.
Mia mamma vive ancora in campagna, ha smesso di lavorare e si occupa a tempo pieno del suo giardino e del suo sassofono. Mio padre ha finalmente comprato una casa sulla costa meridionale della Toscana. Da marzo a ottobre è lì tutti i fine settimana, a volte lo vado a trovare e andiamo al mare o nell'interno a fare le fotografie e poi le sviluppiamo nella camera oscura. La sera mangiamo il gelato in terrazza. Mio fratello è ufficialmente un fotografo freelance, di studiare non ne aveva voglia ma con obiettivo in mano è in grado di fare dei capolavori. Ora è spero in una zona non meglio identificata dell'Asia. Dato che non posso pretendere che viva incollato al telefono satellitare 24 ore su 24 mi sono messa l'animo in pace e aspetto le sue mail con infinita pazienza (e un po' di apprensione).
I miei nonni sono morti e torno sempre più di rado in Abruzzo, la casa di Pescara è stata venduta. L'ultima sera abbiamo fatto una cena tutti insieme, eravamo una ventina tornati da mezzo mondo per l'occasione e sembrava a tutti di essere tornati bambini. I miei zii dell'Aquila ora vivono in due case vicine (di legno e antisismiche per forza). I miei cugini hanno lasciato L'Aquila. Una è ricercatrice a Londra, l'altra lavora a Roma per una etichetta discografica, l'altro è uno psicologo che si occupa di emergenze e ogni tanto prende e parte per le zone sfigate del mondo.
Ah già! A. vive a Madrid dove fa il cuoco in un ristorantino nel Barrio de Lavapies, scrive anche su un giornale locale ma non ho mai capito bene di cosa. Nonostante gli anni non ha ancora capito che se vuole che lo senta durante le videochiamate deve parlare nel microfono. Non torna spesso ma quando lo fa lo vado a prendere in aeroporto, dice che il vedermi lo fa sentire a casa. 
B. sta nel nord Italia dove fa la Dj di goa e quando capita segue il suo nuovo amore, un chitarrista rocchenroll, nei suoi tour per mezza Europa. Ha scelto di cantare solo sotto la doccia, di farsi un altro tatuaggio che ci ha stupite perché è molto romantico, di non rinunciare al rossetto neanche quando va a fare la spesa. E in effetti non ha bambini insomma.. aveva ragione...
R. invece è rimasta in città. Ha vinto un concorso e insegna storia dell'arte al liceo. E' la professoressa più bella della scuola. Vive con un regista di teatro un po' più grande di lei con la fissa dello sperimentale. I suoi spettacoli sono di una noia abbacinante ma lui è un tipo intelligente e arguto ed è sempre un piacere averli a cena.Girano insieme l'Europa in roulotte.
E poi c'è F. Anni anni fa, nonostante tutto, avevamo deciso che anche se non potevamo stare insieme non volevamo perderci. Non è stato sempre facile ma ci abbiamo provato e ci siamo riusciti. Oggi è una presenza insostituibile della mia vita. Ogni tanto ci vediamo, anche se non quanto vorrei, andiamo a mangiare qualcosa insieme o a bere una birra, oppure mi accompagna a riprendere Maya all'asilo. Qualche tempo fa è tornato a cantare con il suo vecchio gruppo e sono andata ad ascoltarlo. Ha sempre la voce limpida come quando l'ho conosciuto. 
A. invece è entrata in politica. Siamo scese insieme a Roma perché doveva andare a parlare con nonhocapitochi. Abbiamo poco tempo per vederci ma leggo sempre le interviste che rilascia. Ha i controcoglioni! Da quando ha lasciato il suo fidanzato storico è una single convinta.
E. dopo qualche anno di lavoro a Londra è stata ad Amsterdam per un po' ma si sentiva che non era felice. Ha fatto le valige ed è partita per l'Africa, lavora con delle ONG locali. Ha deciso di far nascere i bambini lì. Una volta ogni due settimane, connessioni internet permettendo, ci scrive o ci telefona. Mi è mancata tantissimo, soprattutto quando ero in attesa di Maya. La vedo felice, così come non la vedevo da quando era tornata dall'Afganistan (e tra l'altro si è sposata con un chirurgo francese che è la fine del mondo!).
G. e F. vivono a Firenze, hanno un paio di bambini ormai grandi. F. è una specie di mammo superorganizzato in grado riparare lo scarico del cesso mentre prepara il biberon alla piccolina. Venisse un pochino qui a volte... Mi sa che quest'anno andiamo al mare insieme, F. e il mio compagno hanno legato moltissimo e G. per me è una sicurezza.
Ci sono tante persone che ho perso per strada, non le vedo e non le sento più, alcune mi mancano o mi sono mancate altre no. E poi ci sono tutte le nuove conoscenze anche se gli amici di una vita sono insostituibili.
Chi doveva e voleva rimanere è rimasto.
Qualcuno ho anche ritrovato. Tre anni fa per puro caso ho incontrato G. in centro. Dalle ultime notizie che avevo stava ancora a Milano dove faceva il giornalista o roba simile. Siamo rimasti in imbarazzo per qualche minuto. Non ci vedevamo da dieci anni. Dopo qualche settimana mi ha contatta per dirmi che sarebbe tornato in Toscana per qualche giorno. Ci siamo visti per un caffè e abbiamo parlato per ore. Del nostro passato insieme, del nostro presente. Non siamo amici, non siamo neanche conoscenti. Siamo e basta. A Natale ci mandiamo gli auguri e ci telefoniamo per il nostro compleanno. Può sembrare una cosa triste ma non lo è. E' così e basta. Quando mi arriva il suo biglietto lo attacco sempre con lo scotch sulla porta ed è un gesto che mi dice che sta arrivando Natale. 
Ora devo chiudere perché oggi non è un giorno qualsiasi e devo prepararmi.
Oggi è il 24 aprile e l'Ho Chi Minh è in fermento. Il circolo è rimasto chiuso per un po', per motivazioni che non sto qui a scrivere, ma da un anno è riaperto ed è quasi meglio di prima. Ci siamo resi conto che a un certo punto quel posto doveva riaprire e gli scazzi che avevano portato alla chiusura erano acqua passata. C'è da preparare tutto perché domani in Porta al Borgo l' Ho Chi metterà a tavola 400 persone.
Saremo lì, ancora insieme. Come dieci anni fa anche se diversi da dieci anni fa.
E mentre guardo Maya mi viene in mente che magari con Ismaele accanto sarebbe più felice.

13 marzo 2011

E non sono cose che si dimenticano in pochi giorni se gli occhi d'oceano ti rimangono nei pensieri...




... forse non sai che la primavera arriverà a prenderti domani sera 
metti un vestito per l’occasione 
preparati,c’è la rivoluzione ...
Miracoli, Cristina Donà


[Pelle color d'ambra ci rivestirà di seta e trattenendo 
il respiro entreremo bellissimi nell'oceano del nostro futuro!!!]

12 marzo 2011

Considerazioni dalla poltrona rossa.

Si chiama nostalgia, e devi solo aspettare che passi. 
Non è amore, non è affetto, non è gelosia.
Non c'è Oki o Aulin che tenga.
Non ci sono medicine, rimedi della nonna o tisane che tengano.
E' peggio dell'amore non corrisposto, è peggio della tristezza. 
Si insinua e salta fuori quando meno te la aspetti, 
a distanza di ore come di settimane e mesi. 
Prima di andare a letto così come quando fai il caffè.
E' in una chitarra, in una vespa bianca, in un libro, in una canzone (sono le peggiori), in una maglia di lana, in una fotografia, in un modo di dire, in una piazza o in vicolo.
Non c'è rimedio, solo il tempo la fa passare. 
Il tempo fa passare una nostalgia per far spazio... a un'altra nostalgia.
Non se ne esce.
 Oggi è la nostalgia della terrazza sul mare e del tramonto dietro agli olivi.
Gipi

E comunque un Oki lo prendo lo stesso, non si sa mai....

10 marzo 2011

No matter how cold the winter... there's a springtime ahead


Non so come dirlo che questa è la canzone giusta, ma non ho portato via nessuna chiave. La vedi? E' lì. Vicino a te.
Vorrei averti abbracciato pensando al paradiso,
ma non so come dirlo che questa è la canzone giusta.




Percorrere la mia strada
(Thumbing My Way)
Non sono più stato a casa da quando te ne sei andata tanto tempo fa.
Chiedo un passaggio per tornare in paradiso..
Conto i passi camminando all'indietro sulla strada.
Conto la strada per tornare in paradiso.
Non posso essere libero con quello che è nascosto dentro di me.
Se c'era una chiave, l'hai portata via con te...

...Le domande restano in attesa sopra di noi.
Non importa quanto freddo sia l'inverno, c'è sempre una primavera in vista.
Chiedendo un passaggio per tornare in paradiso.
Vorrei poterti stringere.

Vorrei averlo fatto.
Pensando al paradiso...

...Abbasso il capo e conto i miei passi mentre un'altra auto mi passa oltre.
Tutti i segnali arrugginiti che ignoriamo nel corso delle nostre vite.
Scegliendo piuttosto quelli luccicanti
ho voltato le spalle ora non si possono voltare le spalle.
Non importa quanto freddo sia l'inverno, c'è sempre una primavera in vista.
Sorrido ma chi voglio prendere in giro ?
Sto semplicemente camminando, per miglia

ogni tanto mi danno un passaggio.
Pearl Jam
Chiedendo un passaggio per tornare in paradi
so.

8 marzo 2011

"All'orizzonte di quell'oceano ci sarebbe stata sempre un'altra isola, 
per ripararsi durante un tifone, o per riposare e amare.
Quell'orizzonte aperto sarebbe stato sempre lì, un invito ad andare."
Hugo Pratt



6 marzo 2011

Sogni d'oro Prezzemolina

Prima di andare a letto compaiono sul soffitto i mostri e fantasmi del giorno andato. 
Colori liquidi sulle travi del soffitto.
Bisogna essere molto bravi a chiudere gli occhi e rifugiarsi nel sogno, nel ricordo: 
il rumore delle onde, quell'abbraccio prima di addormentarsi, quel bacio un po' troppo lungo sulla tua guancia, quegli occhi nei tuoi, quella birra veloce bevuta ridendo, un libro scambiato, un messaggio nella notte che davvero non ti aspettavi ma che ha la grandiosità del "Mi sei venuta in mente tu. Anche se è notte, vieni qui", 
la telefonata dell'amico lontano.
Ed è il sonno dei giusti questa sera. 
Un sonno meritato, un sonno cercato, un sonno agognato.
Ci saranno dei momenti migliori, 
in cui sapremo cosa vogliamo e tutto sarà più semplice.
Arriverà il giorno in cui non avremo paura a dircelo, cosa vogliamo davvero.

Arriveranno.
Non sono arrabbiata, sono solo molto triste.
E sono anche molto stanca.
Ecco sì, sono davvero stanca.
Buonanotte e buona fortuna a noi.

3 marzo 2011

Ho bisogno del mare, del caldo. Dell'afa!


Finirà prima o poi questo freddo
e non ci sarà più spazio per sciarpe, guanti e cappelli di lana 
ma solo per vestiti svolazzanti, teli da mare e magliette senza maniche.
Voglio addormentarmi con la finestra aperta  e il chiacchiericcio della strada,
infilare piumone e coperte di lana in fondo all'armadio, 
avere la pelle color del miele e sul viso solo gli occhiali da sole!

[Quest'inverno mi è sembrato particolarmente duro anche se ne siamo usciti solo con qualche ammaccatura e pochi graffi. 
Niente che non possa risistemare la primavera in arrivo.
Siamo stati bravi.]

2 marzo 2011

La primavera... atto secondo

La primavera...






Charlotte Gastaut, Il grande viaggio della piccola Angelica, Gallucci
http://charlottegastaut.blogspot.com/

1 marzo 2011

Mai giudicare la settimana dal suo lunedì mattina.

Ho scoperto che da grande voglio fare l'astronoma.
Passeggiare nei parchi solari, 
leggere nel teatro del cielo, 
stare tutte le notti a testa in su.
E intanto lunedì prossimo vado all' Ossrvatorio di Arcetri 
per portarci i bambini della biblioteca.
[e leggere i libri sulle stelle, i pianeti, le costellazioni e i tramonti del sole]