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1 dicembre 2014

Siamo la terra, il cielo, il mare, le strade e l'erba dei luoghi della nostra infanzia. Siamo l'aria e l'odore delle stanze che ci hanno visto crescere. Siamo il ricordo di chi ci ha amato bambini. 

12 marzo 2014

Riflessioni.

[...] L’essenza dell’amore è la libertà. Libertà di sbagliare e di farsi male. Libertà di rompere tutto e di ricominciare. Libertà di aver paura che tutto finisca, di fare di tutto perché non accada, di alzarsi il mattino sperando di ricevere qualcosa, di accettare di non ricevere niente. Mille e mille volte. Sempre di nuovo. Per sempre [...]

[...] nell’amore nessuno è intercambiabile. Chi mi ama, ama me, esattamente me, solo me. E anche se un giorno dovesse amare un’altra persona, quella persona occuperebbe un altro posto e non potrebbe mai prendere il mio. Quello che ho occupato o occupo io. Quello che corrisponde solo a me, perché sono unica e diversa da tutti gli altri. Si può amare un’altra persona. Un’altra appunto. Che però non toglie niente all’amore che ho ricevuto o che continuo a ricevere. L’amore è anticapitalistico. Ed è per questo che, anche quando tutto crolla, resiste e ci permette di sopportare la violenza dell’anonimato contemporaneo. E anche quando intorno a noi tutto ci urla che siamo inutili e non serviamo a nulla, l’amore ci sussurra che non è vero, che non è così, che siamo speciali [...]





11 febbraio 2014

Mi manca casa.
Mi manca l'odore della piazza la sera.
Mi manca la spontaneità degli incontri.
Mi mancano i ricordi che ho in quei vicoli, nelle strade, nei parchi.
Mi manca la mia terra, la semplicità e la forza dei legami curati negli anni.
Mi mancano tutte le possibilità davanti ai miei occhi.
Mi manca che ogni giorno non sarà come il precedente, che niente è detto e scontato.
Mi manca il lato oscuro del cuore.

Mi manca casa. La mia casa.

Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti. 
Cit.

31 marzo 2011

chiudere i boccaporti e prepararsi a salpare.

Stamattina a colazione pane&realismo.

12 marzo 2011

Considerazioni dalla poltrona rossa.

Si chiama nostalgia, e devi solo aspettare che passi. 
Non è amore, non è affetto, non è gelosia.
Non c'è Oki o Aulin che tenga.
Non ci sono medicine, rimedi della nonna o tisane che tengano.
E' peggio dell'amore non corrisposto, è peggio della tristezza. 
Si insinua e salta fuori quando meno te la aspetti, 
a distanza di ore come di settimane e mesi. 
Prima di andare a letto così come quando fai il caffè.
E' in una chitarra, in una vespa bianca, in un libro, in una canzone (sono le peggiori), in una maglia di lana, in una fotografia, in un modo di dire, in una piazza o in vicolo.
Non c'è rimedio, solo il tempo la fa passare. 
Il tempo fa passare una nostalgia per far spazio... a un'altra nostalgia.
Non se ne esce.
 Oggi è la nostalgia della terrazza sul mare e del tramonto dietro agli olivi.
Gipi

E comunque un Oki lo prendo lo stesso, non si sa mai....

2 agosto 2010

cantare a squarciagola in autostrada deserta con il sole in faccia e il mare davanti E' GIOIA

Tipo in una caverna. 
Dovrei ritirarmi in una caverna dove non esistono esseri viventi almeno non dovrei:
  • dare spiegazioni.
  • capire come, dove, quando, perché, SEMPRE.
  • aspettare risposte alle mie parole azzurre che risuonerebbero nel vuoto senza speranza di avere risposte (non ne resterei delusa).
  • avere a che fare con persone UGUALI  a me. 
[Gerry, io sono una donna. Noi non diciamo quello che vogliamo, ma ci riserviamo il diritto di romperci le palle se non l'otteniamo. È questo che ci rende così affascinanti, e un tantino pericolose.] - Sliding doors


Ecco, io me le sono rotte
"Di già?"
"Sì, di già. Problemi???"