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20 marzo 2014

E non sono capace nemmeno di tenere un diario dei giorni...

Giornata strana quella di martedì, giornata inaspettata.
Dopo quaranta minuti di pscoloanalisi telefonica con M. (e che foga, che entusiasmo nelle sue parole) ho passato ore e ore con A.
Un flusso di coscienza ininterrotto che mi ha fatto bene, ci ha fatto bene.
Lui viaggiatore per professione e in cerca di stabilità e riposo e io stabile per professione e in continua ricerca: di senso, di possibilità, di oltre.
Sentivo risuonare le nostre risate in piazza quella sera. Belle le nostre parole senza filtri.
Due quasi sconosciuti trovati per caso.
E la mattina ci siamo svegliati stranamente in pace.
Entrambi stupiti, sereni, un po' inebetiti.

Ieri sera A., un altro A., un A. narratore e scrittore di mondi anche lui in viaggio da una vita, mi ha scritto una mail carica di nostalgia: "Pensi che varrebbe la pena fermarsi, provare, passare assieme del tempo. Ma poi sei già su un altro treno. E ti chiedi quanto può durare."
E quindi ho pianto, prima di addormentarmi. 
Perchè siamo in tanti con il cuore pieno di nostalgia.
A. che cerca casa
A. che non sa qual è casa
Io che so qual è ma sono incostante e confusa.

G. sta meglio, M. resiste sardonico, M. è simpaticamente incostante, E. torna presto e A. è più tranquilla.
E io? Parto per qualche giorno.
Mi farà bene.


19 settembre 2011

Vi rendo cio' che mi avete dato negli anni.

Tempi: mesi fa.
Luoghi: dello spazio collettivo.


Stasera esco senza particolare voglia di farlo.
E' molto tardi, ho avuto altro da fare, probabilmente pioverà.
Mi sento completamente distaccata dal contesto, un mare di barbie girl e uomini scimmia intorno a me, gente che mi parla e che non ho nessuna voglia di ascoltare, inutilità delle public relation del fine settimana.
Chi mi conosce capisce al volo e mi lascia stare, chi mi conosce meno mi guarda inarcando il sopracciglio.
Scuoto la testa con un mezzo sorriso di circostanza “Tutto bene, solo solo un po' stanca”.
Cosa vera tra l'altro.
Dovevo rimanere a casa a leggere, anzi a ingoiare con foga, il libro che mi inchioda alle sue pagine da giorni.
Mi allontano dalla folla delle piazza solo dieci minuti, devo fare una cosa importante.
“Torno subito, ci rivediamo qui”
Una telefonata importante.
[Quello che conta]
[Da anni per anni]
Cammino con il telefono in una mano e il mojito nell'altra.
Nel vicolo non c'è quasi nessuno. 
I lampioncini proiettano la mia ombra lunga sul pavimento lastricato.
Sento, nel silenzio che si fa strada mentre mi allontano dalla piazza, digrignare i denti da dietro l'angolo, sembra quasi un ruggito, un tumulto di rabbia.
In un misto di premura e paura mi avvicino e me lo trovo davanti.
Lui, uno dei sorrisi più belli che il mondo ci abbia regalato, ora sta prendendo a pugni un muro, ci si sfrange le nocche delle mani.
E' rabbia.. pura rabbia, e quel rumore, quel verso animalesco.
Rimango impietrita a guardarlo. 
E' fuori da se stesso: gli occhi di vetro, il sangue ovunque.
Prende a pugni un muro in pietra, di una rabbia feroce,con rabbia feroce,
Corro da lui, gli prendo le braccia, le blocco, trovando in me una forza inaudita, gli stringo le braccia ai fianchi, gli metto le mani dietro la schiena, cerca di divincolarsi, oppone un minimo di resistenza. 
Ma poi non riesce. 
Gli tengo le mani, le nocche spezzate. 
Appoggio il mio viso sulle sue spalle e lo tengo fermo. 
Rigido.
Ansima, rantola, è in un mondo lontanissimo da lì, da me, da se stesso.
Dopo poco si gira, mi guarda, occhi di panico, rabbia feroce, disperazione, abbandono.
Scuote la testa e va via correndo. 
Si gira qualche volta prima di sparire, lasciandomi lì muta, in lacrime, con un mojito in mano e il telefono nell'altra.
Mi avvolgo nella mia maglia rosa, si è alzato anche un leggero vento.
Tra poco pioverà, è il tempo di rientrare a casa.

Ho chili di karma disponibili accumulati negli anni.
Chi ne ha bisogno può farne richiesta su apposito modulo.

Vi rendo cio' che mi avete dato negli anni.

30 aprile 2011

Immaginatevi un palazzo del trecento in pieno centro storico. Aprite il robusto portone in legno e salite quattro rampe di scale in pietra serena. Dalle finestre che si affacciano sulle scale potrete vedere un invidiabile giardino di glicini e ortensie. Nel cielo giusto qualche stella, per ricordarvi che maggio sta arrivando.
Se arrivate all'ultimo piano troverete un ampio appartamento. Soffitti alti, travi in legno, pavimenti di cotto, cinque stanze, un ampio soggiorno con cucina, un bagno, una lavanderia. Rustico e vissuto, sconnesso e pittoresco, incasinato e mai troppo sazio di oggetti e arredi. Una colonna sonora d'altri tempi a farvi compagnia.
Sentirete il rumore dei bicchieri di vetro, di chiacchiericcio sotterraneo, di scrosci di risate infinite, di accendini pronti per l'ennesima sigaretta. Sentirete risate e acute ironie sulla settimana che è appena passata. Vedrete, intorno al tavolo di legno donne che bevono vino. Le vedrete dibattere, discutere, ridere, riflettere sulla settimana che sta per finire. Bicchieri che si riempiono, telefoni che squillano, libri aperti, fotografie da commentare, accidenti da tirare. Per ognuna di loro è stata una settimana difficile. Per alcune la più difficile da mesi, per altre la routine... Amori finiti, delusioni mai sopite, arrabbiature frustrate. Alle 4 del mattino si saluteranno consapevoli che sempre, per le gioie e per i dolori, per le cazzate e le cose serie saranno scudo una dell'altra.
Enjoy. Benvenuti nella mia primavera. 
Vedremo come va a finire.


Mi ricordo quel giorno in cui Berlino si manifestava orgogliosa ai nostri piedi, immagino Lisbona  barocca come accoglierà il nostro avvento.

26 novembre 2010

E ogni frase ha un nome, e ogni nome ha un senso.

A chi ha dato tanto e ha ricevuto poco
A chi è portatore di benessere anche se devo ricordarglielo io (!)
A chi ha paura di stare solo e deve scoprire che può farcela tranquillamente
A chi ha creduto in un progetto e lo vede realizzato
A chi a migliaia di chilometri di distanza da qui sta facendo nascere bambini
A chi si sta preparando per un lungo viaggio dall'altra parte del mondo
A chi farà il professore universitario dopo anni di duro impegno
A chi è combattuto per le mille scelte di tutti i giorni
A chi non perde la determinazione e il coraggio
A chi ha paura di far vedere quello che è veramente
A chi crede di essersi rifatto una vita e invece è solo una bolla di sapone
A chi fugge da se stesso ma se stesso rimane
A chi è disilluso, a chi ci crede ancora
A chi è stato menato oggi
A chi è lontano e vorrei avere qui
A chi si aspetta sempre che qualcuno cada ai suoi piedi e in cambio ha solo tanta compassione
A chi ha creduto nell'amore e ha vinto
A chi si fida di me e anche a chi non si fida perché gli farò cambiare idea :)


A tutti... buona notte


E che sia una buona notte perchè oggi è stata una buona giornata che mi ha dato forza e coraggio e numerose ventate di ottimismo.


Sara 2 Stronzi 0

Ho vinto un'altra battaglia ma ancora non la guerra... per quella mi prendo un altro po' di tempo.
Avanti tutta.
Bansky

7 agosto 2010

.. e ricevo mail e SMS dalla grande famiglia che è sparsa nel mondo

L'estate è iniziata da un pezzo e non sono ancora partita ma la sento già finita.  
So che basterà chiudere gli occhi per un po' e sarà già settembre.
Io sarò più abbronzata di adesso, sarò più felice di adesso, avrò più cose da raccontare di adesso (per la gioia dei più)

...e poi a me tipo va di riniziare le cose lasciate a giugno
come se l'estate alla fine anche se lavoro e non vado più a scuola fosse sempre una strana partntesi dove tutto si sospende...

Penso a G. e F. che sono in Siria e in Libano e agli occhi luccicanti di G. quando mi parlava dell'organizzazione del loro viaggio, della meravigliosa attesa di riempirsi gli occhi di deserti gialli e imprevisti.
IN QUELLA SERA A FIRENZE QUANDO LE COSE PENSAVO DOVESSERO ANDARE IN MODO E INVECE SONO ANDATE NELL'ALTRO E NE SONO FELICE. 
Penso a F. che stanotte ha volato sull'oceano e si è portato dentro tutte le attese che un viaggio così merita. [e se non mi fa avere sue notizie a breve quando torna mi sente!]. (F. leggerai questo post quando sarai tornato e spero di averti abbracciato già un po')
E mi racconterai, o si che mi racconterai. E so che sono felice di averti conosciuto e comunque ci sei.
Penso a F.e M. che sono partiti da qualche giorno per un giro lunghissimo di 20 giorni e chissà chi tornerà dei due vivo... [entrambi perché voi due vincete su tutto anche sulle lunghe camminate delle montagne serbe...]
Penso a A. che mi parte per l'Africa (e dico io va benissimo l'Africa, ma proprio in quel paese lì mi devi andare???)
Penso a M. che è tornato per amore
Penso a G. che andrà a NY e sono felice per te. Davvero credimi, ne sono felice, perchè è quello che volevi e le cose vanno anche così
Penso a D. che sarà a pochi chilometri da me e chissà che magari ci scappi una puntatina a Cagliari per abbracciarci giusto due minuti e dire hai visto siamo qui insieme ed è strano ed è tutto un po' senza una logica ma...
Penso a R. che si è sposato e ha fatto una viaggio di nozze da sogno
Penso a F. che ora è dalla sua amata e chissà come torna (e ti sono vicina F. tifo per te!)
Penso anche a me che parto con A. e R. in quel posto da sogno
A settembre saremo tornati tutti. Si ricomincia da dove avevamo lasciato. Vedremo cosa succederà, vedremo cosa sarà di noi quest'inverno. 
Ho tanti progetti, tanta pace nel cuore e tanta tranquillità
So che tutto andrà per il meglio. Ho persone meravigliose intorno. E ora che siamo persi nel modo me ne rendo davvero conto..


Perchè ieri era l'ultimo giorno di lavoro e abbiamo passato una mattina stupenda a rincorrerci tra i chiostrri e le terrazze, a cercarci per qualsiasi cosa e il mio entusiasmo e la mia pura felicità ti rendevano felice perchè io sono felice se lo sei tu e "guardala come ride" detto così apre il cuore.