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18 febbraio 2014

Vaghiamo nel vuoto spaesati con l'incredulità degli innocenti.

Un dolore piccolo come un pugno nero.
Infido, subdolo, codardo.

11 febbraio 2014

Mi manca casa.
Mi manca l'odore della piazza la sera.
Mi manca la spontaneità degli incontri.
Mi mancano i ricordi che ho in quei vicoli, nelle strade, nei parchi.
Mi manca la mia terra, la semplicità e la forza dei legami curati negli anni.
Mi mancano tutte le possibilità davanti ai miei occhi.
Mi manca che ogni giorno non sarà come il precedente, che niente è detto e scontato.
Mi manca il lato oscuro del cuore.

Mi manca casa. La mia casa.

Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti. 
Cit.

27 gennaio 2014

Devo rimboccarmi le maniche, risollevarmi, trovare uno spazio, 
un modo di vivere senza soffocare.
 Ho creato un piccolo spazio tutto per me. 
Un tavolino che guarda fuori con la mia sedia rossa. 
Saranno settimane in salita. 
Saranno lunghe settimane di inverno e pioggia.


14 luglio 2011



L'amore non potrà mai essere descritto alla maniera del cielo o del mare o di un altro qualsiasi mistero: è l'occhio col quale vediamo, è il trasgressore nel santo, è la luce all'interno del colore.

20 gennaio 2011

Il chimico - La chimica degli elementi

Guardate il sorriso guardate il colore
come giocan sul viso di chi cerca l'amore:
ma lo stesso sorriso lo stesso colore
dove sono sul viso di chi ha avuto l'amore. 


Fabrizio De Andrè



19 gennaio 2011

Per me l'amore è acqua, è oceano, è vento caldo, è sabbia bianca, è profumo di eucalipto

Ci sono i tempi dei cavalieri e dei viandanti, delle fate e delle principesse, dei mostri e dei fantasmi, dei nani e delle streghe.
Dopo un po' però ad attenderci c'è solo la realtà, e nascondersi dietro e dentro le fiabe, anche se ci rende felici e ci fa rimanere bambini, è davvero troppo semplice.
Chiudo il libro.
Meglio uscire da questi regni e guardarsi negli occhi, allo specchio, nel riflesso del piatto d'argento, sul vetro della finestra, nello specchietto appannato.
Non avremo paura di uscirne. Dal libro. Dal bosco. 
Nel bosco di notte non ci sono lupi mannari e orchi ma solo alberi silenziosi e le stelle del cielo. E per me l'amore è acqua, è oceano, è vento caldo, è sabbia bianca, è profumo di eucalipto.

17 gennaio 2011

Riempirsi gli occhi di tramonti, di dune di sabbia, di faggi multicolor.


  • "Non ho capito... ma.. hai altro da fare?"
  • "In realtà no..."
  • "..e allora incasinati, che t'importa?"
  • "...e allora m'incasinerò via..."

Se ti tagliassero a pezzetti
il vento li raccoglierebbe
il regno dei ragni cucirebbe la pelle
e la luna tesserebbe i capelli e il viso
e il polline di Dio
di Dio il sorriso.

Ti ho trovata lungo il fiume
che suonavi una foglia di fiore
che cantavi parole leggere, parole d'amore
ho assaggiato le tue labbra di miele rosso rosso
ti ho detto dammi quello che vuoi, io quel che posso.

Rosa gialla rosa di rame
mai ballato così a lungo
lungo il filo della notte sulle pietre del giorno
io suonatore di chitarra io suonatore di mandolino
alla fine siamo caduti sopra il fieno.

Persa per molto persa per poco
presa sul serio presa per gioco
non c'è stato molto da dire o da pensare
la fortuna sorrideva come uno stagno a primavera
spettinata da tutti i venti della sera.

E adesso aspetterò domani
per avere nostalgia
signora libertà signorina fantasia
così preziosa come il vino così gratis come la tristezza
con la tua nuvola di dubbi e di bellezza.

T'ho incrociata alla stazione
che inseguivi il tuo profumo
presa in trappola da un tailleur grigio fumo
i giornali in una mano e nell'altra il tuo destino
camminavi fianco a fianco al tuo assassino.

Ma se ti tagliassero a pezzetti
il vento li raccoglierebbe
il regno dei ragni cucirebbe la pelle
e la luna la luna tesserebbe i capelli e il viso
e il polline di Dio
di Dio il sorriso. 

Fabrizio De Andrè

16 dicembre 2010

COMMOSSA

Più di un mese fa ho fatto i colloqui a circa 80 ragazzi che avevano fatto domanda per il servizio civile in biblioteca. Ci sono capitata abbastanza per caso, non ero psicologicamente pronta, non me lo aspettavo, ma ho accettato subito. Una nuova esperienza ho pensato, due gironi in un mondo diverso da  mio.
I posti disponibili per le biblioteche erano 15. Per la prima volta nella mia vita mi sono trovata dalla parte opposta del tavolo. Con i mano le griglie di valutazione, la penna per scrivere i voti, e in testa l'idea che avrei determinato, in qualche modo, la vita di 15 ragazzi per un anno.
Davanti... loro, della mia età dai 19 ai 27 anni.
E questo mi crea ancora più imbarazzo. 
I giovanissimi con in testa sogni e speranze già deluse oppure appena usciti dal liceo che non sanno dove sbattere la testa , e poi i più grandi laureati, masterizzati, senza lavoro. 
E poi  io con un anno più di loro e poche idee chiare in testa. Il senso e il peso di questa responsabilità.
Finiti i colloqui non c'è giorno in cui non abbia pensato a loro, ai loro colloqui, a quello che mi hanno detto, al loro nervosismo o alla loro calma apparente, a quali sono le loro aspettative, i loro progetti, il loro vissuto. 
(e a questo punto mi viene da chiedermi a quante cose penso al giorno...)
I 15 sono attenti, preparati, con tanta voglia di fare, di mettersi in gioco, di far vedere che valgono
E valgono.
Basta guardagli negli occhi.

Oggi li ho rivisti. Finalmente hanno iniziato e sono arrivati da noi.
Li ho portati in giro in biblioteca per un paio d'ore parlando a macchinetta, facendo battute, ridendo con loro e rispondendo alle domande, puntualizzando gli aspetti positivi di questo posto e di questo lavoro ma anche le criticità, i problemi, i soldi che mancano, le forniture che non arrivano, le perplessità. Credo si sia instaurato da subito un bel clima del "insomma via ci siamo capiti".
Cinque di loro rimarranno a lavorare con noi. Gli altri saranno smistati nelle altre biblioteche.
Vorrei averne cura, vorrei che e avessimo cura. E sembra paternalismo me ne rendo conto ma non lo è. E' commozione.
Sono le risorse umane, le forze entusiaste quelle di cui dobbiamo avere maggior rispetto.
Perché vengono da un mondo davvero difficile e freddo, pieno di delusioni calci in culo e raccomandazioni, il mondo in cui ero fino a un anno e mezzo fa. Ora ne sono in un altro, difficile anche questo ma che da sicurezze.

Uno di loro in patrticolare mi ha colpita. Occhi neri, osservazioni acute, mi ha guardato un attimo mentre parlavo, voleva farmi una domanda ma poi ha abbassato lo sguardo ed è diventato tutto rosso. Anni? 27. E mi viene da ridere.
Sono commossa, questi ragazzi mi commuovono. 
Gli voglio bene anche se mi ricordo metà dei loro nomi.
Dopo gli scorsi giorni in cui mi sentivo solo vuota e abbattuta, piena di rabbia e rancore... oggi sono felice che siano qui.



13 maggio 2010


Sono stanca.
Sono solo molto stanca.
Devo annullare il passato. Di tutti, non solo il mio.

7 gennaio 2010

IO
CI
STO
TROPPO
DENTRO