Visualizzazione post con etichetta Cose di me. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Cose di me. Mostra tutti i post

1 dicembre 2014

Siamo la terra, il cielo, il mare, le strade e l'erba dei luoghi della nostra infanzia. Siamo l'aria e l'odore delle stanze che ci hanno visto crescere. Siamo il ricordo di chi ci ha amato bambini. 

15 ottobre 2014

Ciao nonno,
questo non è l'ultimo saluto, ma il primo da quando sei più lontano.
Tu sei la nostra infanzia, la gioia dell'estate, la tranquillità della montagna. Sei custode, con la nonna, dei nostri momenti più belli, di noi bambini, del disincanto della scoperta del mondo, della felicità da trovare nelle cose più piccole, sei l'entusiasmo del Natale, l'incoraggiamento e la fiducia nei momenti più difficili.
Nonno, i ricordi legati a te sono tantissimi. Questi sono solo alcuni.


Tre nipoti per due posti in bici e il dilemma del ritorno dal mare
Le attese durante le ripetizioni nel tuo studio
L'amore per la tua terra: le montagne aspre e l'infinito del mare
Quando Daniele ti ha fatto cadere di bicicletta
Il cercare funghi con Angela
I film in pellicola
Tutti i tuoi libri
L'amore incondizionato per la nonna
La macedonia a pezzi piccoli
La colazione di Babbo Natale con latte e biscotti
Innaffiare le piante la sera
La corsa per vedere l'aeroplano che passava sopra casa
I botti di Sant'Andrea e le stelline di Capodanno
Il laboratorio sotto casa
La tua passione per il ferro battuto e tutti gli sgabelli di legno che hai costruito
La sera sulla poltrona a leggere
Le passeggiate sulla riviera a braccetto
I mille bagni nel mare
La crociera
Il viaggio a Londra
Il tuo perfetto slang inglese
La sorpresa alla nonna il giorno del suo compleanno
La tombola che hai disegnato per noi
Il castello di legno che hai costruito per noi e tutti i nostri giochi
La determinazione
L'ironia
La forza di volontà
La curiosità
I giochini di logica di legno
Quando ci accopagnavi a vedere le barche al porto turistico e i treni alla stazione
Le passeggiate in montagna con il CAI
La traversata del Gran Sasso con Elisa
La casa a Rocca di Cambio
L'opera dallo stereo le sere d'estate
La pazienza di insegnare matematica a Martino
Le fotografie di famiglia
I pomeriggi al parco e lo scivolo altissimo
Lo yoghurt fatto da te la mattina a colazione
Il presepe con la fontana
L'ordine metodico delle tue fotografie
La mela cotta (che adesso odiamo tutti)
I capricci e i gelati del Bar Brasile
La pizzetta rossa della Prora nonostante il parere contrario delle nuore
La cura che hai avuto per tutti noi

Rimanici vicino nonno 
noi rimarremo vicino a te

Martino
Angela
Daniele
Elisa
Sara

10 aprile 2014

Annarella

Un muro vuoto. Una stanza silenziosa.
C'è quiete stasera, in strada: solo il chiacchiericcio notturno di chi si da la buonanotte.
Sembra di stare in campagna (la quiete, le stelle, la distanza).
Lacrime che scorrono senza pietà (non mie, le vostre)

La sensazione, non nuova, di perdere Quello che conta.
E domani, altro giorno. Si riparte, per un 'altra strada con le mancanze, le assenze e tutte le possibilità davanti ai miei occhi.
La ricerca di senso, nonstrante tutto, continua.

6 aprile 2014

Domenica. Buongiorno

Siamo gli uni per gli altri dei pellegrini che, per strade diverse, cercano con fatica di arrivare in tempo all'appuntamento fissato.

3 aprile 2014

"Le ricorda il mare, perché puo' portarlo lontano anche solo con uno sguardo."
Un tuffo al cuore. Un altro. Prima di dormire.

Occhi che brillano.
Sorriso atipico.
Complicità immediata.

Quello che conta.

A. rimane, non parte. 
A. cerca il senso e la stabilità, una "casa" e dei punti fermi.
A. che non riesco a far arrabbiare veramente.
A. mi scrive che do pace.
Io che in questo momento sono furia e disincanto, tormento e angoscia. 
Io che non trovo il filo da cui ripartire, che non trovo il senso, che non recupero lucidità.

 



 

29 marzo 2014

Adoro non fare le cose che vorrei fare

20 marzo 2014

E non sono capace nemmeno di tenere un diario dei giorni...

Giornata strana quella di martedì, giornata inaspettata.
Dopo quaranta minuti di pscoloanalisi telefonica con M. (e che foga, che entusiasmo nelle sue parole) ho passato ore e ore con A.
Un flusso di coscienza ininterrotto che mi ha fatto bene, ci ha fatto bene.
Lui viaggiatore per professione e in cerca di stabilità e riposo e io stabile per professione e in continua ricerca: di senso, di possibilità, di oltre.
Sentivo risuonare le nostre risate in piazza quella sera. Belle le nostre parole senza filtri.
Due quasi sconosciuti trovati per caso.
E la mattina ci siamo svegliati stranamente in pace.
Entrambi stupiti, sereni, un po' inebetiti.

Ieri sera A., un altro A., un A. narratore e scrittore di mondi anche lui in viaggio da una vita, mi ha scritto una mail carica di nostalgia: "Pensi che varrebbe la pena fermarsi, provare, passare assieme del tempo. Ma poi sei già su un altro treno. E ti chiedi quanto può durare."
E quindi ho pianto, prima di addormentarmi. 
Perchè siamo in tanti con il cuore pieno di nostalgia.
A. che cerca casa
A. che non sa qual è casa
Io che so qual è ma sono incostante e confusa.

G. sta meglio, M. resiste sardonico, M. è simpaticamente incostante, E. torna presto e A. è più tranquilla.
E io? Parto per qualche giorno.
Mi farà bene.


17 marzo 2014

Un mare di mi manchi

 Eternal Sunshine of the Spotless Mind


M. stasera rideva. Mi ha messo di buonuomore
Lui ha messo di buonumore me, non il contrario (la dice lunga).

Ho avuto uno scambio di mail con A. ora in Sicilia. Abbiamo scritto di persone rimaste indietro, di mancanze, di nostalgia. Mi è tornato il nodo in gola che stamattina avevo cercato di lasciare sul comodino.
Non riesco venire a patti con le mancanze, con i vuoti.
Non voglio averne, non li accetto.

Per vivere non occorre poi molto mi dico. Io che ho la fortuna di vivere in un paese ricco, in una regione ricca, con un lavoro fisso che, nonostante tutti i gioni dica il contrario, mi sembra cucito addosso.
Mi basta l'umanità intorno, buona musica nelle orecchie, libri da leggere, viaggi da preparare, amici da abbracciare.
Credevo di esserci arrivata a una certa stabilità, alla conclusione della mia ricerca di un senso, ad aver trovato quello che conta.

Poi all'improvviso ho cambiato idea.
Tutto questo non è più sufficiente.
Ho rimesso tutto in discussione, non ci ho capito un accidente, ho continuato a cercare, mi sono lasciata scivolare tutto addosso, mi sono fatta travolgere, ci ho ripensato, sono stata ferma. A niente è servito tutto questo.
Perdo di vista l'obiettivo finale, non metto a fuoco il senso.
E ho paura che sia sempre troppo tardi.

Perchè passare 5 ore con E. mi ha fatto capire che senza di lei la mia vita è meno interessante, meno felice? Solo 5 ore. Eppure E. non la vedevo da molto, troppo tempo e ho vissuto anche senza i lei e mi pareva anche bene. Solo dopo che l'ho ritrovata ho capito che senza di lei la mia "casa" è meno "casa", il mio benessere è meno benessere, la mia vita è meno vita.

Quanto sono disposta a perdere?
Chi sono disposta a perdere?
Devo per forza perdere qualcuno?

Quanto conta l'amore in tutto questo?

Reset
Lasciavo dei biglietti sul cuscino. Un disegnino, una frase, un buongiorno.
Era un cosa un po' da film con Julia Roberts ma mi piaceva l'idea di lasciare una traccia di me anche dopo che la porta si era chiusa alle mie spalle. Un segno nella sua giornata. Una mia presenza al risveglio. Non trovo pace senza quel simbolo.
Senza quel risveglio.


«Non sopporterei di essere amato da una donna che non ha niente da perdere. 
Amare, è questo, la possibilità di perdere.»
Izzo (al solito)

«io amo con te»

"Come scrive il filosofo Theodor Adorno: «Sei amato solo dove puoi mostrarti debole senza provocare in risposta la forza». Il significato della fiducia è tutto qui, nell’abbandonarsi alla benevolenza di chi dice di amarci, sperando che l’altro non approfitti mai troppo della nostra vulnerabilità e del nostro amore (...)"

Michela Marzano

Giorno 9 (non siamo pronti alla primavera)

Ho sentito la distanza, l'ho resiprata. 
Cercherò di colmarla.
Nonostante questa e la sfuriata della sera, la notte mi ha portata nel sonno.
Un sonno anestetico.

Oggi libri, fotografie e M. (e turbolenze)

16 marzo 2014

Giorno 8 (briciole di compostezza)

Il cuore pieno di ansia ha lasciato il posto ad un cuore pieno di turbolenze: sussulti, schiarite, sferzate gelide.

Cose da fare:
- aprire il forziere e far vedere bene i preziosi all'interno.
- mostrarne i difetti, le particolarità, le fratture, gli angoli smussati dal tempo, lo splendore.
- vedere quello che manca
- indossare quello che conta

14 marzo 2014

Giorno 6 (della fuga)

R. mi scrive:
"una suggestione per la giornata dal libro della Nothomb. Lei fugge dal matrimonio con un ragazzo giapponese: " dicono che fuggire non sia un gesto molto nobile. Peccato è così piacevole. La fuga dà la più grande sensazione di libertà che si possa sperimentare. Ci si sente più liberi a fuggire che a non avere niente da cui fuggire. Il fuggiasco ha i muscoli delle gambe in trance, la pelle fremente, le narici palpitanti, gli occhi spalancati".

Giorno 6 (diario dei giorni)

Mattina. Ore 11.00.
Mi hanno consigliato di tenere un diario dei giorni. Di scrivere sempre.
Non credo serva a nulla ma tant'è.

Mi sono svegliata con un profondo, sereno e innato giramento di coglioni.
E. Mi ha beccata subito mentre preparava il caffè e io litigavo con i bottoni della camicia.

Ne abbiamo discusso del giramento, mi ha dato dell'adolescente. Ha ragione.

Sono stanca morta di ripicche e meccanisimi di difesa che si scatenano dall'oggi al domani, di guerre di lance spuntate, piccole vendette e slanci d'orgoglio.

Non è questo quello che conta.
Non conta il teatrino dei prossimi giorni e delle prossime settimane.
Non conta un cazzo.
Non conta proprio un cazzo.

Oggi
G.
Libri
Tacchi
Treno

13 marzo 2014

Giorno 5 (continua)

In attesa di E.
Parco al tramonto, traffico lontano.

Penso a ciò che ho lasciato a casa.
È stata una giornata così intensa e ricca di incontri, prospettive, intuzioni che sembra un secolo da stamattina.

Il viaggio e l'aria diversa fanno bene al mio cuore sconfitto che custodisco dentro di me come uno scrigno ingombrante di cui non trovo la chiave.
È pieno di gioielli preziosi abbandonati dagli uomini della mia vita.

Li rivendicavo, spesso, come simbolo di esperienze, mai di errori.

Oggi ne guardo uno, brillare più degli altri. Chiede di essere indossato perchè è l'unico che mi fa brillare gli occhi e mi guida nel buio.

Ore 19.00, Milano
Aspettando E.

9 marzo 2014

Giorno 1 (il non giorno)

Occhi di lago.
Mezzo fiato impalpabile.
Cuore tremante.
Male.
Molto male.

5 marzo 2014

G. e la.grande bellezza

Avevo visto G. in stazione. Un'ora, forse qualcosa di più. Un caffè bollente per me e una birra per lui, una sigaretta insieme, qualche abbraccio e un paio di amarcord.
"Vai a vederlo, ti piacerà"


"…è tutto sedimentato sotto il chiacchiericcio e il rumore, il silenzio e il sentimento, l’emozione e la paura. Gli sparuti e incostanti sprazzi  di bellezza, e poi lo squallore disgraziato e l’uomo miserabile. Quel posto si chiama vita."

"La più consistente scoperta che ho fatto pochi giorni dopo aver compiuto sessantacinque anni è che non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare."

"Finisce sempre così. Con la morte. Prima, però, c'è stata la vita, nascosta sotto il bla bla bla bla bla. È tutto sedimentato sotto il chiacchiericcio e il rumore. Il silenzio e il sentimento. L'emozione e la paura. Gli sparuti incostanti sprazzi di bellezza. E poi lo squalloredisgraziato e l'uomo miserabile. Tutto sepolto dalla coperta dell'imbarazzo dello stare al mondo. Bla. Bla. Bla. Bla. Altrove, c'è l'altrove. Io non mi occupo dell'altrove. Dunque, che questo romanzo abbia inizio. In fondo, è solo un trucco. Sì, è solo un trucco."

19 febbraio 2014

Nonostante fosse inverno inoltrato l'aria era calda come quando la primavera si affaccia alla Terra.
Attendevo nella notte: muscoli tesi, volto contratto, pensieri accalcati.
"Ti aspetto, non preoccuparti. Muoviti, però vai piano."

Il nodo in gola del pianto che non usciva. 
Ancora 15 minuti che sembravano ore.
Glielo avrei detto subito, senza sconti. Quel dolore puro.
Dolore che in altre forme, in altri mondi possibili, avevamo condiviso in passato.
Gli gettai le braccia al collo appena lo vidi arrivare. Quelle braccia: l'unico luogo al mondo in cui era giusto essere in quel momento.
(La forma delle sue mani, la consistenza dei suoi occhi sorridenti l'unica casa della mia notte).

"Sono arrivato. Sono qui, te lo avevo detto che sarei arrivato. Eccomi."
"Sì, sei qui ma andiamo a casa."
"Che succede?"
"Andiamo a casa."

Nel buio della camera da letto sembrava che il tempo si fosse fermato, il tempo che non concedeva sollievo. I suoi occhi nei miei come mai prima d'ora.
Glielo dissi con voce tremante, incredula delle parole che mi stavano uscendo dalla gola. Un abbraccio soffocato.

Quando ci mettemmo sotto le coperte non riuscivo a trovare pace.
Le ciglia dei miei occhi battevano nel buio implorando un sonno che non arrivava. Nel silenzio capiva (aveva sempre capito tutto) che avevo bisogno di trovare il delicato equilibrio a cui segue il riposo, la pace, la calma. Ma da sola non riuscivo.
Nel buio iniziò a cullare le mie braccia, il mio viso,  la mia schiena.
"Addormentati così, non preoccuparti per me."

E così chiusi gli occhi, immersa in una stretta dolcissima.
La ninna nanna più bella da quando sono piccola.
La ninna nanna più bella che io ricordi.
L'amore più forte da tempo immutato.


5 ottobre 2011

PROMEMORIA:
Aspetta,
e nell'attesa non rompere i coglioni.

13 settembre 2011

Big Kahuna. Il monologo


Goditi potere e bellezza della tua gioventù. 
Non ci pensare.
Il potere di bellezza e gioventù lo capirai solo una volta appassite.
Ma credimi tra vent'anni guarderai quelle tue vecchie foto.
E in un modo che non puoi immaginare adesso.
Quante possibilità avevi di fronte e che aspetto magnifico avevi!
Non eri per niente grasso come ti sembrava.


Non preoccuparti del futuro.


Oppure preoccupati ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare un chewing-gum per risolvere un'equazione algebrica.
I veri problemi della vita saranno sicuramente cose che non ti erano mai passate per la mente, di quelle che ti pigliano di sorpresa alle quattro di un pigro martedì pomeriggio.


Fa' una cosa ogni giorno che sei spaventato: canta!


Non essere crudele col cuore degli altri.
Non tollerare la gente che è crudele col tuo.


Lavati i denti.


Non perdere tempo con l'invidia: a volte sei in testa, a volte resti indietro.
La corsa è lunga e, alla fine, è solo con te stesso.


Ricorda i complimenti che ricevi, scordati gli insulti.
Se ci riesci veramente, dimmi come si fa...


Conserva tutte le vecchie lettere d'amore, butta i vecchi estratti-conto.


Rilassati!


Non sentirti in colpa se non sai cosa vuoi fare della tua vita.
Le persone più interessanti che conosco a ventidue anni non sapevano che fare della loro vita.
I quarantenni più interessanti che conosco ancora non lo sanno.


Prendi molto calcio.


Sii gentile con le tue ginocchia, quando saranno partite ti mancheranno.


Forse ti sposerai o forse no.
Forse avrai figli o forse no.
Forse divorzierai a quarant'anni.
Forse ballerai con lei al settantacinquesimo anniversario di matrimonio.
Comunque vada, non congratularti troppo con te stesso, ma non rimproverarti neanche: le tue scelte sono scommesse, come quelle di chiunque altro.


Goditi il tuo corpo, usalo in tutti i modi che puoi, senza paura e senza temere quel che pensa la gente.
E' il più grande strumento che potrai mai avere.


Balla!
Anche se il solo posto che hai per farlo è il tuo soggiorno.


Leggi le istruzioni, anche se poi non le seguirai.
Non leggere le riviste di bellezza: ti faranno solo sentire orrendo.


Cerca di conoscere i tuoi genitori, non puoi sapere quando se ne andranno per sempre.
Tratta bene i tuoi fratelli, sono il miglior legame con il passato e quelli che più probabilmente avranno cura di te in futuro.


Renditi conto che gli amici vanno e vengono, ma alcuni, i più preziosi, rimarranno.
Datti da fare per colmare le distanze geografiche e gli stili di vita, perché più diventi vecchio, più hai bisogno delle persone che conoscevi da giovane.


Vivi a New York per un po', ma lasciala prima che ti indurisca.
Vivi anche in California per un po', ma lasciala prima che ti rammollisca.


Non fare pasticci con i capelli: se no, quando avrai quarant'anni, sembreranno di un ottantacinquenne.


Sii cauto nell'accettare consigli, ma sii paziente con chi li dispensa.
I consigli sono una forma di nostalgia.
Dispensarli è un modo di ripescare il passato dal dimenticatoio, ripulirlo, passare la vernice sulle parti più brutte e riciclarlo per più di quel che valga.


Ma accetta il consiglio... per questa volta.


L'altalena, Robert Doisneau