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11 marzo 2014

Giorno 3 (dei baci e degli abbracci)

La regista Tatia Pilieva ha chiesto a venti coppie di sconosciuti di baciarsi di fronte alla sua telecamera. Le coppie si vedevano per la prima volta e non sapevano nemmeno i rispettivi nomi. La maggior parte di loro ha reagito in maniera imbarazzata. Ma poi l’imbarazzo è stato superato.

(internazionale.it)


6 marzo 2014

Voglio assolutamente questo libro!

Sogni di David Aceituno, Roset Conrad

Alicia costruisce castelli in aria. Dice che sognare è come ballare scalza in un giardino sconosciuto. Ha viaggiato nei posti più lonani, dove si nascondono anche sogni di altre epoche. Sogni, una combinazione eccellente di magia e immaginazione. Benvenuti quindi nel mondo dei sogni. 

In ogni sogno c’è un seme di magia, una storia che chiede a squarciagola di essere raccontata, un segreto che giace dentro un cofanetto come in fondo a un cuore. Per sognare non è necessario serrare gli occhi e spegnere la luce: basta cambiare il posto alle parole e pensare una canzone. 

Un percorso per addentrasi nel mondo meraviglioso creato dai sogni: La notte che Wendy si addormentò pensando a Peter Pan, Quello che Barbanera sognava da bambino, Il ragazzo dei tuoi sogni, La ragazza dei tuoi sogni, Come catturare sogni nel regno delle farfalle giganti, Il sogno nostalgico di Mary Poppins. Che cosa sognano le streghe?










14 ottobre 2011

Non è forse amando che ho imparato ad amare, non è stato vivendo che ho imparato a vivere?

... Ma solo per tornare dopo mezzanotte ad aprire tutte le finestre del vicinato e a svegliare tutta l'erta e le strade adiacenti, con la più maliosa serenata che mai si fosse udita, tanto maliosa e appassionata che poche se ne son fatte così fino ad oggi, in questa o in altre città. 
Chi ebbe la sorte di ascoltarla ne conserva intatto il ricordo nelle orecchi e nel cuore. 

Notte alta, cielo ridente
è la quiete quasi un sogno
la luna cade sulla foresta
come una pioggia d'argento
tu sola dormi e non ascolti
il tuo cantor...
Luna manda la luce argentata
a risvegliare la mia innamorata.
Voglio appagare i miei desideri
soffocarti coi miei baci...

Dove l'aveva trovata Flor quella rosa d'un rosso così scuro da sembrare quasi nera?
Vadinho la raccolse al volo; notte romantica da innamorati, in cielo una luna gialla, nell'aria un odor di rosmarino; tutta l'erta a cantare in coro, per Flor, prigioniera nella sua stanza:

Canto a colei che amo tanto
non mi ascolta, sta dormendo
Lassù la luna schiva sta in cielo pensierosa con le stelle serene...
Iaià, su, lasciami, salire per quest'erta

La strada intera cantava per la serenata a Flor; affacciata alla sua finestra, in una camicia tutta gale e trine, coperta di luna. Là sotto Vadinho, galante cavaliere, con in mano la rosa d'un rosso così scuro da sembrar nera, rosa del suo amore.

Dona Flor e i suoi due mariti, Jorge Amado

15 settembre 2011

Tutto ciò che avete da fare è tenervi il vento alle spalle....
Conrad


Robert Frank, For Andrea 1954-1974, Mabou 1975

9 settembre 2011

Dichiarazione d'amore a New York



Capitolo primo. "Adorava New York. La idolatrava smisuratamente..." No, è meglio "la mitizzava smisuratamente", ecco. "Per lui, in qualunque stagione, questa era ancora una città che esisteva in bianco e nero e pulsava dei grandi motivi di George Gershwin..." No, fammi cominciare da capo... capitolo primo. "Era troppo romantico riguardo a Manhattan, come lo era riguardo a tutto il resto: trovava vigore nel febbrile andirivieni della folla e del traffico. Per lui New York significava belle donne, tipi in gamba che apparivano rotti a qualsiasi navigazione..." Eh no, stantio, roba stantia, di gusto... insomma, dai, impegnati un po' di più... da capo. Capitolo primo. "Adorava New York. Per lui era una metafora della decadenza della cultura contemporanea: la stessa carenza di integrità individuale che porta tanta gente a cercare facili strade stava rapidamente trasformando la città dei suoi sogni in una..." Non sarà troppo predicatorio? Insomma, guardiamoci in faccia: io questo libro lo devo vendere. Capitolo primo. "Adorava New York, anche se per lui era una metafora della decadenza della cultura contemporanea. Com'era difficile esistere, in una società desensibilizzata dalla droga, dalla musica a tutto volume, televisione, crimine, immondizia..." Troppo arrabbiato. Non devo essere arrabbiato. Capitolo primo. "Era duro e romantico come la città che amava. Dietro i suoi occhiali dalla montatura nera, acquattata ma pronta al balzo, la potenza sessuale di una tigre..." No, aspetta, ci sono: "New York era la sua città, e lo sarebbe sempre stata..."


Manhattan, Woody Allen

13 giugno 2011

Come quando una mattina di giugno esci di casa ed è nevicato davvero.

Sento e so che qualcosa è cambiato. 
Lo sento dalle farfalle nello stomaco, 
lo vedo dal mio sguardo trasognato riflesso nello specchio, 
me ne accorgo dalla mia sbadataggine 
naif che oggi è arrivata al massimo storico. 
Sono su un altro pianeta. 
Su Marte ecco. 
Non ho ancora realizzato,  non mi sembra proprio vero... 
forse mi sono solo sognata questi ultimi giorni.
Forse non è successo a me, non è successo a noi...

O forse sì...
Anzi... SI perché questi sono i giorni del SI!!!


È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa 
che ha fatto la tua rosa così importante.
Il Piccolo Principe

27 aprile 2011

I hope you have a good time

Quando succedono cose belle, abbiamo delle responsabilità.
Abbiamo la responsabilità di godersele e ricordarle, 
conservarle, apprezzarle, onorarle.
Abbiamo il dovere di preservarle con cura, di dargli il peso che meritano,
abbiamo il dovere di tenerne di conto, perchè possono durare anche un attimo, un'ora, un giorno, comunque non un' eternità.
Costruire i rapporti, tenerci vicini chi vogliamo e chi ci fa stare bene costa fatica, costa sacrifici, energie e tempo, parole.
Amici, fidanzati, compagni, fratelli non sono e non saranno lì per sempre.
Non siamo immobili e statici tra noi ma in continua evoluzione.
Per quello per cui vale la pena dobbiamo spenderci finchè possiamo. 
A volte basta pochissimo per danneggiare precari equilibri, 
per ferire un cuore che ti ha sempre sostenuto, 
per frantumare braccia che hanno sempre accolto i tuoi abbracci.
Mettiamoci intorno a un tavolo e parliamo.
Non è più il tempo d aspettare.
Riappropriamoci della nostra festa,
diamoci un obiettivo e raggiungiamolo.
Stringiamoci intorno alla corte del benessere.

Estrai dal tutto quello che c'è il bello e la meraviglia, 
guardalo con attenzione e tienilo stretto, preservalo dal male. 
Alcune cose non tornano. Abbine cura finchè e come puoi.
Chiedi di restare, piangi se devi, urla, lotta, combatti, spenditi.
Sembrano cose scontate e banali? Assicuro di no.

You don't think there's time to stop
There's time enough for you to lay your head down, tonight
Let it wash away
All those yesterdays
What are you running from? 


Oh, non pensi di averne abbastanza? Beh, forse...
Non pensi che ci sia stato tempo per fermarsi
C'è tempo abbastanza per te per riposarsi e posare la testa giù stanotte,
Lascia scorrere tutti i giorni passati
Da cosa stai scappando?

All those yesterdays - Pearl Jam



Grazie a M. che mi ricorda quali sono le cose per cui ne vale la pena, 
grazie ad A. che mi fa le sorprese, 
grazie a R. e F. perchè ci sono
e... grazie a C... che mi fa sentire (di nuovo) a casa.


24 maggio 2010

Come ogni lunedì mattina la biblioteca dove lavoro è chiusa. C'è silenzio.
Mi sono alzata dalla scrivania, ho chiuso la porta dell'ufficio e sono salita su, al primo piano, in biblioteca.
Non c'è nessuno nei corridoi, poca luce dalle finestre, silenzio di maggio, silenzio di libri sugli scaffali.
I giardinieri stanno lavorando in cortile, c'è il buon odore dell'erba tagliata.
Mi siedo sui divanetti al centro della sala deserta.
Questi sono i luoghi della mia vita di tutti i giorni.
Io sono qui perchè l'ho voluto e desiderato con tutta la forza.
Io sono qui perchè HO SCELTO di essere qui.
Io sono qui perchè si è realizzato un sogno: lavorare in una biblioteca, il lavoro più bello dee mondo. Ripenso ai giorni negli anni sui libri, alla tensione prima dei concorsi, al "ma chi me lo fa fare?", alle centinaia di persone che erano con me in quei giorni, alla mia voce che ripete libri, nozioni, leggi, regole.
Ci sono voluti tre anni ma dovevo farcela, prima o poi.
E ora sono qui da quasi un anno e in questi corridoi vedo il mio sogno realizzato.
Voglio godermi qualche altro attimo di pace, e mi viene da piangere.
Perchè ho vinto, io ho vinto.

Non ho mai ringraziato tutti quelli che hanno reso possibile questo.
Lo faccio adesso a chi mi è stato vicino negli anni, a chi mi ha sorretto, a chi mi ha incoraggiato, a chi mi ha ascoltato, a chi mi veniva a ripescare nelle sere d'inverno dai libri per farmi uscire, a chi ha retto le mie incazzature, le mie delusioni, a chi è stato felice con me.

Grazie a R., B., A., G., F., F., A.,Gio',
E grazie a chi lo fa adesso ma sembra che lo faccia da sempre: F.

13 maggio 2010


Sono stanca.
Sono solo molto stanca.
Devo annullare il passato. Di tutti, non solo il mio.

22 aprile 2010

Biblioteca delle Oblate - Sezione bambini e ragazzi, una mattina di primavera


C'è Paolo, 6 anni, che è venuto in biblioteca con la sua classe.
C'è Paolo a cui piace Alice, capelli neri, occhi profondi, ma non sa come dirglelo.

Paolo è timido perchè Alice è bella.

L'ho preso per mano e l'ho portato vicino ad Alice.
Abbiamo letto una storia insieme.
Magari a scuola, durante la ricreazione Paolo glielo chiede se vuole essere la sua fidanzata.

Certe cose vanno dette.

Così, come vengono...

30 gennaio 2010

Questa sono io, che disegno per i bambini e aspetto primavera.