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20 marzo 2014

E non sono capace nemmeno di tenere un diario dei giorni...

Giornata strana quella di martedì, giornata inaspettata.
Dopo quaranta minuti di pscoloanalisi telefonica con M. (e che foga, che entusiasmo nelle sue parole) ho passato ore e ore con A.
Un flusso di coscienza ininterrotto che mi ha fatto bene, ci ha fatto bene.
Lui viaggiatore per professione e in cerca di stabilità e riposo e io stabile per professione e in continua ricerca: di senso, di possibilità, di oltre.
Sentivo risuonare le nostre risate in piazza quella sera. Belle le nostre parole senza filtri.
Due quasi sconosciuti trovati per caso.
E la mattina ci siamo svegliati stranamente in pace.
Entrambi stupiti, sereni, un po' inebetiti.

Ieri sera A., un altro A., un A. narratore e scrittore di mondi anche lui in viaggio da una vita, mi ha scritto una mail carica di nostalgia: "Pensi che varrebbe la pena fermarsi, provare, passare assieme del tempo. Ma poi sei già su un altro treno. E ti chiedi quanto può durare."
E quindi ho pianto, prima di addormentarmi. 
Perchè siamo in tanti con il cuore pieno di nostalgia.
A. che cerca casa
A. che non sa qual è casa
Io che so qual è ma sono incostante e confusa.

G. sta meglio, M. resiste sardonico, M. è simpaticamente incostante, E. torna presto e A. è più tranquilla.
E io? Parto per qualche giorno.
Mi farà bene.


17 marzo 2014

Un mare di mi manchi

 Eternal Sunshine of the Spotless Mind


M. stasera rideva. Mi ha messo di buonuomore
Lui ha messo di buonumore me, non il contrario (la dice lunga).

Ho avuto uno scambio di mail con A. ora in Sicilia. Abbiamo scritto di persone rimaste indietro, di mancanze, di nostalgia. Mi è tornato il nodo in gola che stamattina avevo cercato di lasciare sul comodino.
Non riesco venire a patti con le mancanze, con i vuoti.
Non voglio averne, non li accetto.

Per vivere non occorre poi molto mi dico. Io che ho la fortuna di vivere in un paese ricco, in una regione ricca, con un lavoro fisso che, nonostante tutti i gioni dica il contrario, mi sembra cucito addosso.
Mi basta l'umanità intorno, buona musica nelle orecchie, libri da leggere, viaggi da preparare, amici da abbracciare.
Credevo di esserci arrivata a una certa stabilità, alla conclusione della mia ricerca di un senso, ad aver trovato quello che conta.

Poi all'improvviso ho cambiato idea.
Tutto questo non è più sufficiente.
Ho rimesso tutto in discussione, non ci ho capito un accidente, ho continuato a cercare, mi sono lasciata scivolare tutto addosso, mi sono fatta travolgere, ci ho ripensato, sono stata ferma. A niente è servito tutto questo.
Perdo di vista l'obiettivo finale, non metto a fuoco il senso.
E ho paura che sia sempre troppo tardi.

Perchè passare 5 ore con E. mi ha fatto capire che senza di lei la mia vita è meno interessante, meno felice? Solo 5 ore. Eppure E. non la vedevo da molto, troppo tempo e ho vissuto anche senza i lei e mi pareva anche bene. Solo dopo che l'ho ritrovata ho capito che senza di lei la mia "casa" è meno "casa", il mio benessere è meno benessere, la mia vita è meno vita.

Quanto sono disposta a perdere?
Chi sono disposta a perdere?
Devo per forza perdere qualcuno?

Quanto conta l'amore in tutto questo?

Reset
Lasciavo dei biglietti sul cuscino. Un disegnino, una frase, un buongiorno.
Era un cosa un po' da film con Julia Roberts ma mi piaceva l'idea di lasciare una traccia di me anche dopo che la porta si era chiusa alle mie spalle. Un segno nella sua giornata. Una mia presenza al risveglio. Non trovo pace senza quel simbolo.
Senza quel risveglio.


«Non sopporterei di essere amato da una donna che non ha niente da perdere. 
Amare, è questo, la possibilità di perdere.»
Izzo (al solito)

«io amo con te»

"Come scrive il filosofo Theodor Adorno: «Sei amato solo dove puoi mostrarti debole senza provocare in risposta la forza». Il significato della fiducia è tutto qui, nell’abbandonarsi alla benevolenza di chi dice di amarci, sperando che l’altro non approfitti mai troppo della nostra vulnerabilità e del nostro amore (...)"

Michela Marzano

12 marzo 2014

Riflessioni.

[...] L’essenza dell’amore è la libertà. Libertà di sbagliare e di farsi male. Libertà di rompere tutto e di ricominciare. Libertà di aver paura che tutto finisca, di fare di tutto perché non accada, di alzarsi il mattino sperando di ricevere qualcosa, di accettare di non ricevere niente. Mille e mille volte. Sempre di nuovo. Per sempre [...]

[...] nell’amore nessuno è intercambiabile. Chi mi ama, ama me, esattamente me, solo me. E anche se un giorno dovesse amare un’altra persona, quella persona occuperebbe un altro posto e non potrebbe mai prendere il mio. Quello che ho occupato o occupo io. Quello che corrisponde solo a me, perché sono unica e diversa da tutti gli altri. Si può amare un’altra persona. Un’altra appunto. Che però non toglie niente all’amore che ho ricevuto o che continuo a ricevere. L’amore è anticapitalistico. Ed è per questo che, anche quando tutto crolla, resiste e ci permette di sopportare la violenza dell’anonimato contemporaneo. E anche quando intorno a noi tutto ci urla che siamo inutili e non serviamo a nulla, l’amore ci sussurra che non è vero, che non è così, che siamo speciali [...]





14 ottobre 2011

Non è forse amando che ho imparato ad amare, non è stato vivendo che ho imparato a vivere?

... Ma solo per tornare dopo mezzanotte ad aprire tutte le finestre del vicinato e a svegliare tutta l'erta e le strade adiacenti, con la più maliosa serenata che mai si fosse udita, tanto maliosa e appassionata che poche se ne son fatte così fino ad oggi, in questa o in altre città. 
Chi ebbe la sorte di ascoltarla ne conserva intatto il ricordo nelle orecchi e nel cuore. 

Notte alta, cielo ridente
è la quiete quasi un sogno
la luna cade sulla foresta
come una pioggia d'argento
tu sola dormi e non ascolti
il tuo cantor...
Luna manda la luce argentata
a risvegliare la mia innamorata.
Voglio appagare i miei desideri
soffocarti coi miei baci...

Dove l'aveva trovata Flor quella rosa d'un rosso così scuro da sembrare quasi nera?
Vadinho la raccolse al volo; notte romantica da innamorati, in cielo una luna gialla, nell'aria un odor di rosmarino; tutta l'erta a cantare in coro, per Flor, prigioniera nella sua stanza:

Canto a colei che amo tanto
non mi ascolta, sta dormendo
Lassù la luna schiva sta in cielo pensierosa con le stelle serene...
Iaià, su, lasciami, salire per quest'erta

La strada intera cantava per la serenata a Flor; affacciata alla sua finestra, in una camicia tutta gale e trine, coperta di luna. Là sotto Vadinho, galante cavaliere, con in mano la rosa d'un rosso così scuro da sembrar nera, rosa del suo amore.

Dona Flor e i suoi due mariti, Jorge Amado

5 ottobre 2011

PROMEMORIA:
Aspetta,
e nell'attesa non rompere i coglioni.