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13 marzo 2014

Giorno 5 (del viaggio, della percezione)

Notte strana questa notte. Passata in bianco con la valigia in fondo al letto.
Qualche libro, uno spazzolino da denti, una camicia che sa di bucato.

Solo due giorni.
Utili per staccare, per dedicarmi alle cose che mi fanno stare bene, per farmi coccolare da E.

Dopo anni torno a Milano.
Milano, il tempio, inviolabile di G.
La città che mi era negata: "se vieni qui è finita. Tutto poi saprà di te. Vedrò il tuo volto ovunque, nelle strade, specchiato nel vetrine dei negozi. Il tuo fantasma sarebbe anche qui."

Sono passati tanti anni.
Ora le cose sono molto diverse.
Abbiamo trovato un equilibrio sereno, con picchi e ricadute a volte, ma affrontati con freddezza.
Siamo stati bravi, siamo stati onesti, siamo stati chiari.
Non vedo l'ora di abbracciarlo G.
Qui, nel suo tempio ora aperto anche alla mia presenza.

Ma oggi è anche altro. Stamattina mentre la pianura verde e soleggiata scorreva sotto i miei occhi i pensieri si accavallavano uno sull'altro. Veloci, random, quasi isterici.

E stamattina ho capito.

Ho sempre pensato che fosse giusto non avere rimpianti.
E questo me lo ha insegnato G.
Anzi, l'ho imparato io con G.

Ho pensato anche questa volta che non devo lasciare strade intentate, che le devo provare tutte prima di staccare la spina.

Ho avuto ragione.

Solo che ho il presentimento, sempre più vivido, di aver sbagliato l'oggetto del tentativo.

A dopo
Milano, 13 marzo ore 10.30.
Sole, respiro.
Applausi.

3 dicembre 2010

... E se tutto ad un tratto chiudendo gli occhi... mi trovassi su una finissima spiaggia di sabbia bianca, oppure a guardare il tramonto de La Coruna, a girare senza sosta nel Mitte, a passeggiare noncurante di tutto sul Lungotevere? Nelle lande desolate della Scozia come tra i bassifondi di Dublino, negli antri del Castello di Praga o in Sanit James Park pronta a entrare nell'ennesimo pub? Come sarebbe trovarsi come d'incanto tra le dune incontaminate della Sardegna, oppure tra i pescherecci della Normandia, a far capolino tra le statue del Louvre e gli scaffali della biblioteca statale di Berlino? Tra i fricchettoni di Christiania come tra i turisti sbronzi sulle Ramblas, nel mezzo della Foresta Nera a mangiare pane di segale così come a Copenaghen ad assaggiare le specilità vichinghe, tra i dolmen delle Isole Orcadi, nel porto di Amburgo, tra i laghi svizzeri. Come sarebbe correre tra i portici di Bologna,
perdersi nei vicoli di Madrid come quella mattina di sole, sentire il vento di Land's end o di capo Finsterre (meraviglioso Finisterre) dove la terra finisce e inizia l'oceano che porta in America... nella cattedrale di Burgos come nelle chiese abbandonate della Cornovaglia, nel silenzio di Inverness e del Lochness e nel caos meraviglioso di Marrakech...


E tutto questo è solo quello che ho già visto. Quanto mondo ancora... mi manca?


Io... vado via.



13 maggio 2010


La GIOIA di levarsi dalle palle