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19 gennaio 2011

Con le fiabe mi immagino il mondo così



Saltai fuori da una delle tre melagrane bianca come il latte e rossa come il sangue e trovai un principe che mi diede da bere, baciai il Mostro nel castello e diventò un cavaliere, il Re di Spagna mi amava, anche se ero solo una pianta di Rosmarino, la Luna mi prese in simpatia e mi portò a vivere nella sua casa, poi fu il tempo in cui il sole si innamorò di me ed ebbi una figlia da lui, ero Regina Marmotta e il figlio del Re tornò da me e ci sposammo, fui rapita dalle fate e Memè mi aiutò a superare tutte le difficoltà.
E l'amore anima ogni cosa, in questa vita, nella mia vita passata e nella mia vita futura.

Per me l'amore è acqua, è oceano, è vento caldo, è sabbia bianca, è profumo di eucalipto

Ci sono i tempi dei cavalieri e dei viandanti, delle fate e delle principesse, dei mostri e dei fantasmi, dei nani e delle streghe.
Dopo un po' però ad attenderci c'è solo la realtà, e nascondersi dietro e dentro le fiabe, anche se ci rende felici e ci fa rimanere bambini, è davvero troppo semplice.
Chiudo il libro.
Meglio uscire da questi regni e guardarsi negli occhi, allo specchio, nel riflesso del piatto d'argento, sul vetro della finestra, nello specchietto appannato.
Non avremo paura di uscirne. Dal libro. Dal bosco. 
Nel bosco di notte non ci sono lupi mannari e orchi ma solo alberi silenziosi e le stelle del cielo. E per me l'amore è acqua, è oceano, è vento caldo, è sabbia bianca, è profumo di eucalipto.