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14 marzo 2014

Giorno 6 (diario dei giorni)

Mattina. Ore 11.00.
Mi hanno consigliato di tenere un diario dei giorni. Di scrivere sempre.
Non credo serva a nulla ma tant'è.

Mi sono svegliata con un profondo, sereno e innato giramento di coglioni.
E. Mi ha beccata subito mentre preparava il caffè e io litigavo con i bottoni della camicia.

Ne abbiamo discusso del giramento, mi ha dato dell'adolescente. Ha ragione.

Sono stanca morta di ripicche e meccanisimi di difesa che si scatenano dall'oggi al domani, di guerre di lance spuntate, piccole vendette e slanci d'orgoglio.

Non è questo quello che conta.
Non conta il teatrino dei prossimi giorni e delle prossime settimane.
Non conta un cazzo.
Non conta proprio un cazzo.

Oggi
G.
Libri
Tacchi
Treno

13 marzo 2014

Giorno 5 (continua)

In attesa di E.
Parco al tramonto, traffico lontano.

Penso a ciò che ho lasciato a casa.
È stata una giornata così intensa e ricca di incontri, prospettive, intuzioni che sembra un secolo da stamattina.

Il viaggio e l'aria diversa fanno bene al mio cuore sconfitto che custodisco dentro di me come uno scrigno ingombrante di cui non trovo la chiave.
È pieno di gioielli preziosi abbandonati dagli uomini della mia vita.

Li rivendicavo, spesso, come simbolo di esperienze, mai di errori.

Oggi ne guardo uno, brillare più degli altri. Chiede di essere indossato perchè è l'unico che mi fa brillare gli occhi e mi guida nel buio.

Ore 19.00, Milano
Aspettando E.

Giorno 5 (del viaggio, della percezione)

Notte strana questa notte. Passata in bianco con la valigia in fondo al letto.
Qualche libro, uno spazzolino da denti, una camicia che sa di bucato.

Solo due giorni.
Utili per staccare, per dedicarmi alle cose che mi fanno stare bene, per farmi coccolare da E.

Dopo anni torno a Milano.
Milano, il tempio, inviolabile di G.
La città che mi era negata: "se vieni qui è finita. Tutto poi saprà di te. Vedrò il tuo volto ovunque, nelle strade, specchiato nel vetrine dei negozi. Il tuo fantasma sarebbe anche qui."

Sono passati tanti anni.
Ora le cose sono molto diverse.
Abbiamo trovato un equilibrio sereno, con picchi e ricadute a volte, ma affrontati con freddezza.
Siamo stati bravi, siamo stati onesti, siamo stati chiari.
Non vedo l'ora di abbracciarlo G.
Qui, nel suo tempio ora aperto anche alla mia presenza.

Ma oggi è anche altro. Stamattina mentre la pianura verde e soleggiata scorreva sotto i miei occhi i pensieri si accavallavano uno sull'altro. Veloci, random, quasi isterici.

E stamattina ho capito.

Ho sempre pensato che fosse giusto non avere rimpianti.
E questo me lo ha insegnato G.
Anzi, l'ho imparato io con G.

Ho pensato anche questa volta che non devo lasciare strade intentate, che le devo provare tutte prima di staccare la spina.

Ho avuto ragione.

Solo che ho il presentimento, sempre più vivido, di aver sbagliato l'oggetto del tentativo.

A dopo
Milano, 13 marzo ore 10.30.
Sole, respiro.
Applausi.

9 marzo 2014

Giorno 1 (il non giorno)

Occhi di lago.
Mezzo fiato impalpabile.
Cuore tremante.
Male.
Molto male.

5 luglio 2011


"When I get big, I’m going where he’s going: 
South America. It’s like America... but south."

1 marzo 2011

Mai giudicare la settimana dal suo lunedì mattina.

Ho scoperto che da grande voglio fare l'astronoma.
Passeggiare nei parchi solari, 
leggere nel teatro del cielo, 
stare tutte le notti a testa in su.
E intanto lunedì prossimo vado all' Ossrvatorio di Arcetri 
per portarci i bambini della biblioteca.
[e leggere i libri sulle stelle, i pianeti, le costellazioni e i tramonti del sole] 
 

30 novembre 2010

Se una sera d'inverno ti metti davanti alla tivvù (seratina eh)

Grazie a Roberto Saviano, perchè erano mesi che avevo bisogno di piangere nuovamente per l'Aquila e non ci riuscivo e le sue parole me lo hanno permesso.
Mi hanno fatto tornare a quella mattina d'aprile in cui non credevo.
Mi hanno fatto tornare a quella notte d'estate in cui per ore ho camminato tra le macerie, ho visto la distruzione, ho sentito la ghiaia del piazzale, dove prima c'era l'erba, di Collemaggio sotto i piedi, le 99 cannelle ferme, il centro blindato, l'esercito in sentinella.


Grazie a Cecilia Strada perchè erano settimane che avevo bisogno di pangere per E. e le sue parole mi hanno fatto sentire più vicina a lei.


Grazie a Mario Monicelli che ci ha insegnato cos'è il cinema e il coraggio.


Grazie a chi decide di restare, nonostante tutto.


Insomma sono tre ore che piango ma.. tutto bene eh!
Avanti tutta.
'notte 

19 luglio 2010

Boys dont' cry



Niente di più difficile.
Fare quello che avresti creduto di non voler fare mai.
Fare quello che non vuoi fare. 
[fare fare fare ma ferma non ci stai mai?]
Fare quello che non vuoi in nome di qualcosa che da dentro lo reclama.
[Cosa ? Chi? Dove?] 
ma c'è?
[sicuri?]
IN NOME DI COSA???
Niente di più difficile fare cio' che non vuoi. 
IO NON VOGLIO.
[batto i piedi in terra come bambine viziate, 
guardo in alto cercando un orizzonte, un appiglio]
Non avrei mai voluto.
Vorrei non averlo fatto mai.

MI VIENE DA URLARE PER QUESTA INGIUSTIZIA.
Chi decide cosa è giusto e cosa no?
Chi decide qual'è il tempo che ci siamo dati?
Chi decide??
Chi?
Ci vuole volontà. Io ho volontà. Io ce l'ho ancora.
Sempre avuta, inattaccabile, inesorabile.
Con forza la rivendico.
[Ma sbatte ripetutamete come risacca sui sassi.]
[Urla in una eco silenziosa.]
 E POI... SOLO IL SILENZIO...
E POI.. SOLO L'AMORE E' QUELLO CHE CONTA...
Me lo avevano detto che era difficile. 
Mai avrei creduto così.

[Misjudged your limit  
Pushed you too far 
 Took you for granted  
I thought that you 
needed me more]
La tua bella

28 giugno 2010

Quiete.
Devo stare in quiete e
imparare che:
  • il tutto e subito non esiste
  • che il futuro è oggi, tra un' ora, stasera
  • si resipra piano
  • non si può pretendere troppo
  • è bello farsi abbracciare forte

9 giugno 2010

Sara e l'ovo sodo

"...E io vado a lavorare contento. Chi lo sa, forse sono rincorbellito del tutto, o forse sono felice... a parte quella specie di ovo sodo dentro, che non va né in su né in giù, ma che ormai mi fa compagnia come un vecchio amico..."
Ovosodo
di Paolo Virzì

30 maggio 2010

Quando uno dice... "la tenerezza"


"Evelina,
birichina, davanti alla tua faccina
frigge il mio cuore sul tegamino
e sprizza gocce di tenerezza, poverino.
Una tua parola è per me vitamina.
Amami, e ti regalerò una mentina."
Leone

13 maggio 2010


La GIOIA di levarsi dalle palle

3 maggio 2010

Henri Cartier Bresson

Ho bisogno di cose semplici.
Così.

29 aprile 2010


La cosa più bella del 2010

15 aprile 2010

...Adelaide l'aveva colpito
con un pugno finto,

un bel momento,
ma a lui era venuta
voglia di baciarla seriamente,

e poi di morderla un po' e legarla a sé e
non lasciar gocciolare via neanche
un istante del tempo che restava....


...Nelle serate più luminose,
invece, si volevano bene come in certi romanzi straordinari,
e parlavano del Caulfield e della vecchia Jane,
ed erano raggiantissimi solo stringendosi la mano.
In quelle sere di primavera, seduti al tavolo di cucina
coi libri sparsi un po' in giro,
la musica a basso volume e la candela accesa,
Alex cominciava a capire cosa fosse la felicità...


..Gli veniva da tenerla
abbracciata
un giorno di fila
per tutte le volte in cui
avrebbe voluto farlo
e lei sarebbe stata
a centomila chilometri...

29 marzo 2010


Il coraggio di restare,
la felicità di pensare che questo sia possibile.

15 marzo 2010

Sole di marzo

Ora esco dall'ufficio e abbandono questa colorata scrivania, le colleghe pettegole, il computer e la posta elettronica.
Salgo di corsa le rampe di questo convento tecentesco che ha da qualche anno trovato nuova vita ed è diventato gioia di luci, libri e studenti che si baciano-fumano sigarette-stannosedutiperterra.
Salgo sulla terrazza dell'ultimo piano, dove sembra di toccare il cielo e la cupola del Brunelleschi con un dito e perchè no, a biblioteca chiusa come stamattina potrei.

Perchè no???

Potrei urlare di felicità.

Perchè io ora, adesso, sono FELICE.

21 dicembre 2009

Gli uomini




Ad A. per gli abbracci, la neve e un po' di altre cose,
a M. per la fiducia e il fish & chips,
a F. per i maglioni di lana ruvida
a E. per l'elettronica,
a M. per la birra e il jazz,
a F. per Lucky e le farfalle,
a D. per Baudelaire,
ad A. per i taralli, il teatro e Bologna,
a C. per il caffè,
a B. per l'incazzatura,
a F. per il motorino sui lungarni,
a S. per il cinema,
a M. per i dredd,
a C. per l'azzurro e per la colazione la mattina presto,
a M. per tutti i buongiorno
a F. per l'ironia,
a P. per il rum,
a G. per i coccodrilli,
a F. per i file excel,
a G. per la Meraviglia,
a L. per le foto più belle,
a P. per i fumetti,
a D. per la timidezza,
a M. per le simpatiche domande inopportune