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6 luglio 2011

Senza perdere la tenerezza


Quel confine sottile tra realtà e percezione, 
tra presa di coscienza e presa di sega mentale.
Si tratta di scegliere da che parte stare in fin dei conti.
Per vivere bene, intendo.

13 giugno 2011

Come quando una mattina di giugno esci di casa ed è nevicato davvero.

Sento e so che qualcosa è cambiato. 
Lo sento dalle farfalle nello stomaco, 
lo vedo dal mio sguardo trasognato riflesso nello specchio, 
me ne accorgo dalla mia sbadataggine 
naif che oggi è arrivata al massimo storico. 
Sono su un altro pianeta. 
Su Marte ecco. 
Non ho ancora realizzato,  non mi sembra proprio vero... 
forse mi sono solo sognata questi ultimi giorni.
Forse non è successo a me, non è successo a noi...

O forse sì...
Anzi... SI perché questi sono i giorni del SI!!!


È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa 
che ha fatto la tua rosa così importante.
Il Piccolo Principe

20 maggio 2011

Giocare a nascondino tra gli alberi del nostro ego. Mettersi il casco e perdersi tra i viali della città appena sveglia.

- Sono giorni che ti vedo sulle terrazze, pensierosa a guardare i chiostri e la magnolia.
- Sì. Sto pensando molto, ho pensato molto, ma ora non ne ho più voglia.
- Non ne vale la pena
- No, non ne vale la pena. E' tutto inutile.
- Ti ho disegnata su una tela.
- Sì certo, sarà vero come  il murales a mio nome.
- Lo sai che c'è. Lo so che lo guardi tutte le mattine.
- ...
- Domattina vengo a prenderti.
- Sì. Vieni a prendermi.

Ed è così che in un venerdì mattina di fine maggio mi ritrovo a fare colazione al sole dei Lungarni e ad arrivare a lavoro in vespa.
E tutto questo mi rende migliore.
E le mie parole sono gialle e azzurre . E quello che dico è giallo e tondo.



... Ti prego chiamami tesoro adesso
mentre piove e l’aria è fredda
e sono giorni che cammino senza meta
portandoti nel cuore.
 Orfani ora, Vinicio

E vaffanculo.

22 ottobre 2010

Sono giorni che aspettavo di scrivere. 
Necessità impellente di fermare tutto. 
Su carta prima. Qui poi.

Martedì 19 ottobre ore 13,30 Firenze, Piazza Santa Croce.
Sto pranzando su una panchina [il panino più buono della città]. 
Sono sola, tra poco mi aspetta un bel corso in Biblioteca Nazionale. Cielo azzuro e terso, venticello caldo, violoncello di sottofondo, piazza che toglie il fiato, [pensieri che si rincorrono sulle pagine dei documenti di archivio e dei libri che sull'alluvione del '66 che sto studiando in questi giorni per la tesi]. Sorrido della giornata meravigliosa.  
E questa strana sensazione. Che non provavo da mesi. 
Un pugno allo stomaco che mi fa aprire gli occhi. All' IMPROVVISO.
FLASHBACK: agosto 2010, Sardegna, Costa verde
Siamo perse nel nulla, il paese è piccolo ma c'è una bellissima terrazza che si affaccia sul mare. Lascio A. e R. a cambiarsi nell'unico B&B che abbiamo trovato nel raggio di 30 km. Dormiremo lì, dopo una cena di pesce sul terrazzo. Il benzinaio più vicino è lontano, noi siamo in riserva, domani ci aspettano le meravigliose dune di Piscinas [risate, relax]
- Sei lontanissimo ora. Tutti sono lontani. -  
Mi metto il mio vestito preferito, prendo la reflex, esco. E' l'ora del tramonto. Davanti ai miei occhi il nulla che diventa tutto. Mare sconfinato, colline verdi e deserte, il sole arancio che affoga nell'acqua, la barchina a vela che torna dalla giornata di pesca. 
E' meraviglioso. Mi commuove quasi. Scatto, osservo, sospiro profondamente. Sono felice. E sono felice di essere lì' sola. Come da tanto non succedeva, non ho bisogno di nessuno, non ho bisogno di nessuno che mi abbracci, che sia lì con me, non ho bisogno di nessuno a cui raccontare tutto, non ho bisogno di telefonare, non ho bisogno di conferme. Non sento la mancanza di nessuno. Sono lì sola e voglio essere lì sola.
OGGI: martedì 19 ottobre. Qui in Piazza Santa Croce dopo tempo che non succedeva, un po' di tempo direi, vorrei averti qui per dirti "guarda che meraviglia" vorrei averti accanto per tenerti tra le braccia, per farmi prendere in giro, per accavallare le mie gambe con le tue in un incastro perfetto. Ho voglia di condividere. Di sentirti parte della mia vita.
Dopo mesi che non succedeva, da quel tramonto in Costa Verde,  sento in qualisasi parte del corpo una mancanza.

27 luglio 2010

quello che dico è giallo e tondo

Ci sarà un momento [basterebbe trovare un quarto d'ora di tempo in cui sto ferma, anzi CALMA come suggerisce la riflessiva amica A. "Non ferma, calma!"] in cui potrò scrivere due righe su questi ultimi giorni dove sto vivendo con "la tragica comicità di Bridget Jones" come suggerisce l'amica B.
Per il momento dopo una mattinata a cercare libri per il mio nuovo progetto in biblioteca mi limito a segnalare due nuove graphic novel trovate in libreria:
"Quella notte alla Diaz. Una cronaca del G8 a Genova" di Christian Mirra, Guanda
"Cattivi Soggetti. Il noir italiano a fumetti" di Colaprico, Boosta, Baldini, Wu Ming 4, Macchiavelli, BUR











P.S. La cosa che mi piace di più del mio nuovo progetto è indubbiamente la tua capacità di "rendere in colore la mia voce". Ti dico cosa vorrei, cosa mi aspetto, cosa immagino e tu.. ne fai forma e colore. (e quello che dico è giallo e tondo)

28 giugno 2010

Quiete.
Devo stare in quiete e
imparare che:
  • il tutto e subito non esiste
  • che il futuro è oggi, tra un' ora, stasera
  • si resipra piano
  • non si può pretendere troppo
  • è bello farsi abbracciare forte

3 giugno 2010

No, non ora non qui, no non ora non qui...


Uscita indenne da una 72 / 96 ore di messa in discussione di praticamente tutto mi sento molto più leggeraconvintaforteeimplacabile. Tipo botta in testa - perdita dell'orientamento - rialzarsi da terra e non trovare i punti cardinali -
Ogni tanto a me serve criticare/criticarsi, chiedersi, domandare/domandarsi e sprofondare un po' per poi rialzarsi in piedi e vedere che l'orizzonte è più semplice del previsto. E ora è chiaro (Sara non dare niente per scontato, "state attenti perchè non sapete nè il giorno nè l'ora" disse il vecchio saggio) che è tutto come dovrebbe andare.
Hai progettato, pensato, organizzato, immaginato. Ma tutto questo corrisponde a cio' che veramenete vuoi? Tutto questo di rende felice, ti da soddisfazione, è quello che vorresti? E' il meglio per te? (e attenzione che qui non si tratta di definire e delineare tutto nel minimo dettaglio. Qui si tratta di avere uno scopo, un obiettivo e cercare un modo di raggiungerlo)
Dato che dopo tentennamenti e sguardi nel vuoto la risposta è decisamente sì ( Sì mi rende felice, mi da soddisfazione, è quello che vorrei) posso tranquillizzarmi e mettere il cuore in pace.
SOSPIRO.
Ci sono cambiamenti (meno male), i cambiamenti servono, hanno riflessi negativi da un lato e positivi dall'altro ma sono necessari, ineludibili e sani. In sostanza ho fatto delle scelte giuste nel momento giusto, sono stata fortunata ma ho anche tirato fuori le palle quando è stato il caso e mi sono appoggiata a persone valide quando le forze mi venivano meno. Non ho perso occasione di dichiarare sentimenti e impressioni (nel bene e nel male) a chi dovevo (liberandomi mente, cuore e stomaco), ho detto cose che non pensavo perchè arrabbiata e ho chiesto scusa, ho allontanato chi se lo meritava perchè era giusto così perchè dovevo difendermi, ho comprato le lenzuola azzurre per il mio nuovo letto perchè è il mio colore preferito, ho scelto quella casa perchè penso sia quella giusta per me.

Per festeggiare la rinata tranquillità e la calma dopo la tempesta mi concederò una tortina di marmellata di more con vista Duomo, una passeggiata tra i libri della sezione bambini, una telefonatachemiva.
Penso a tuttoiltempocheabbiamodavanti e a tutte le cose che ho/abbiamo da fare, all'estate iniziata, ai libri sul comodino e alle lenzuola a pallini, a giocare a shangai, al parco delle papere, alle luci in Piazza Duomo la sera quando è vuota, a quella canzone che mi piaceva tanto ma che avevo dimenticato.


welcome back Sara

"
Sono io disposto a mettermi coscienza e controcoscienza sotto le suole delle scarpe e cercare solo quel che mi fa essere felice, che mi fa star bene, che mi fa ridere, per sentirmi vivo sul serio? Sì, sono io disposto." Alex